OSSESSIONI COMPULSIONI

Circa il 2-2,5% della popolazione generale presenta ossessioni e compulsioni o solo ossessioni, che comporta una marcata sofferenza e compromette il normale funzionamento sociale e lavorativo del soggetto. Le ossessioni sono idee, pensieri, impulsi o immagini che insorgono improvvisamente nella mente e che vengono percepiti come intrusivi, fastidiosi e privi di senso. Un esempio di ossessione è: "potrei infettarmi con il virus Hiv se tocco la porta del bagno della discoteca". Le compulsioni sono azioni mentali e/o comportamenti che si manifestano in risposta alle ossessioni e che ne rappresentano un tentativo di soluzione; di solito sono seguite da un senso di sollievo dal disagio causato dalle ossessioni, seppure un sollievo solo temporaneo. L'esposizione graduale con la realtà virtuale viene condotta in sicurezza nel mio studio e consente al paziente di abilitare o riabilitare lentamente le proprie capacità e la propria fiducia. Come per altre fobie, il paziente è esposto gradualmente a fasi controllate che determinano esperienze virtuali che suscitano livelli di ansia sempre più elevati. Durante l'esposizione in VR, il paziente potrà gradualmente essere esposto alla presenza di quattro scenari differenti: una stanza d'ospedale con strumenti e altri utensili sporchi, un bagno sporco, un ufficio in disordine, un salone con quadri disposti in modo asimmetrico. E' possibile su richiesta del paziente realizzare scenari personalizzati. Nel mio studio verranno forniti al paziente strumenti per mettere in campo strategie di coping e rilassamento prima dell'esposizione. 

Ogni situazione può essere ripetuta fino a quando il paziente non si sente a proprio agio con l'esperienza e soddisfatto dunque della propria risposta all'ansia. Questo approccio garantisce che l'ansia a ogni livello si dissolva prima di passare al livello successivo. In questo modo, la connessione tra lo stimolo e la risposta fobica viene sciolta. Se si verifica un aumento dell'ansia, il paziente può semplicemente tornare a una fase precedente e ripeterla finché non sarà in grado di progredire con successo alla fase successiva, o rimuovere il visore e uscire in qualunque momento dal mondo virtuale. Passo dopo passo osservo e ascolto ciò che il paziente sta vivendo nel mondo virtuale, monitorando il livello di ansia e stress attraverso strumenti di biofeedback, così da fornire un rapido supporto psicologico.

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